Mancini, la Calcagno e i fiori riparatori

Dopo la diatriba, è il tempo della distensione. Mancio chiede scusa alla giornalista e la omaggia con un bouquet.

Prima lo scontro con Maurizio Sarri al termine del quarto di finale di Coppa Italia tra Napoli e Inter, quindi l’aggressione in diretta alla giornalista Mediaset Mikaela Calcagno, infine una spedizione fiori a casa della conduttrice per dimostrare il proprio pentimento. In poche ore, Roberto Mancini ne ha passate di tutti i colori, ed ora non resta che appianare ogni divergenza, chinare il capo e ricominciare a pedalare. L’Inter arranca, i tifosi si agitano, la società nicchia, difende il tecnico davanti alle telecamere ma ostenta una calma solo apparente e difficilmente credibile.

Mancini riparte dai fiori

Così, il mazzo di fiori che il tecnico ha fatto recapitare a casa della Calcagno diventa, in un certo modo, uno spartiacque. Nessuna icona può rappresentare al meglio la situazione quanto i fiori, simbolo da sempre di galanteria, da una parte, e di rinascita, dall’altra.

Le accuse di lesa femminilità

I detrattori di Mancini, quelli che a stento si erano palesati durante la querelle con Sarri di pochi giorni prima, si sono leccati i baffi davanti allo show dello jesino davanti alle telecamere di Mediaset Premium. Due, in particolare, le accuse mosse all’ex fuoriclasse doriano: incoerenza (dopo i fattacci del San Paolo) e mancanza di galanteria.

Se sul primo punto diventa difficile argomentare senza incappare in demagogia, buonismo o forzature ideologiche, tutti, anche i non addetti ai lavori, hanno potuto constatare come Mancini abbia di certo perso il suo aplomb british di cui va tanto fiero. Un atteggiamento così insolente e aggressivo nei confronti di una donna, prima ancora che di una giornalista, a molti non è andato giù.

I fiori riparatori

Ed ecco,a distanza di poche ore, che il sangue torna a confluire nei canali giusti, il Mancio chiede scusa e riacquista l’eleganza che da sempre lo ha contraddistinto. Il bouquet, nella sua semplicità, serve proprio a quello: non a scusarsi con la professionista quanto, piuttosto, con la donna, attaccata e bistrattata, sminuita in diretta e senza la possibilità che lei potesse incalzarlo. I fiori, fin dal Medioevo, sono emblema di una nuova vita, di rinascita, di ripartenza. L’Inter e gli interisti ora non possono che augurarsi che al gesto corrisponda qualcosa di più concreto e che tutta l’Inter possa, da adesso in avanti, rifiorire.